Innanzitutto la terapia di coppia non serve a tenere le persone insieme a tutti i costi, serve a capire se ci sono ancora le condizioni per andare avanti, con nuovi presupposti e modificando qualcosa che non funziona più così bene nel rapporto. Tutti evolviamo nella vita, la cosa più difficile nella coppia è riuscire ad evolvere nella stessa direzione, condividendo la stessa meta.
A volte si parte con un ottimo incastro, ma andando avanti nel corso della vita, le esperienze, i vissuti, gli obiettivi, possono cambiare talmente tanto da non riuscire più a camminare lungo la strada che avevamo imboccato e quando le strade si allontanano troppo, può essere difficile andare avanti insieme.
Altre volte invece ci accorgiamo che può esserci una strada alternativa da percorrere che può rappresentare un buon compromesso per entrambi e che ci rappresenta meglio nella fase di vita che stiamo vivendo.
Spesso quando mi arriva una richiesta di terapia di coppia riscontro quasi sempre problemi di comunicazione. Ci si lamenta che l’altro fa o dice cose che a noi non vanno bene, improvvisamente è come se non si trovasse più quell’incastro che ci ha unito all’inizio. Si arriva poi ad attribuire un significato negativo ad un comportamento dell’altro, senza condividerlo con l’altra persona, covando un senso di insofferenza e rabbia che aumenta nel tempo.
Quante volte si sarebbe potuto disinnescare subito un’incomprensione, semplicemente parlandone e condividendo con l’altro come mi ha fatto sentire una certa frase o un certo comportamento e che pensieri mi ha fatto venire in mente. In questi casi è importante riportare l’attenzione su una comunicazione immediata, chiara e rispettosa, in cui non si inizia mai una frase con il TU ma con l’IO. In terapia insisto molto su questo, anche perché non abbiamo il potere di entrare nella testa degli altri per cambiare pensieri e comportamenti, possiamo solo intervenire su noi stessi.
Cosa posso fare io per evitare di alimentare una discussione? Cosa posso fare io per mettere l’altro in condizione di condividere le sue preoccupazioni con me? Cosa posso fare io per non far “scattare” subito l’altro? Sono solo alcuni esempi di come ampliare il nostro sguardo e aprirci ad altre modalità comunicative più efficaci, volte a disinnescare, anziché alimentare rabbia e recriminazione.



